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Fiano di Avellino Vinosia

Fiano di Avellino Vinosia

DENOMINAZIONE: Denominazione di Origine Controllata e Garantita. TIPO DI VINO: Bianco. UVE: Fiano di Avellino. TIPO TERRENO: VITIGNO che si adatta bene a diversi tipi di climi e terreni. I migliori risultati si hanno su terreni freschi, profondi, ricchi di micro e macro elementi, molto soffici e di origine vulcanica delle colline intorno ad Avellino. SISTEMA DI ALLEVAMENTO: Raggiera all’avellinese, nei nuovi vigneti controspalliera allevata a guyot. VITIGNO: Antico VITIGNO meridionale, la cui coltivazione risale all’epoca romana. Si ritiene originario della zona del Lapio, sulle colline ad est di Avellino. La parola Fiano, erroneamente attribuita in passato alla corruzione del nome Apianus (ape) sembra derivi invece da Appiano, varietà di mela e da Apia, ora Lapio, località dell’avellinese. Non può invece essere confuso con le Apiane, vitigni molto apprezzati dai georgici latini, perché erano dei moscati, né derivare da ape in quanto le sue uve molto mature sono visitate piuttosto dalle vespe (“Vitigni d’Italia” Scienza, Calò, Costacurta). EPOCA DI VENDEMMIA: Primi giorni di Ottobre, selezione in vigneto, raccolta a mano. RESA ETTARO: 80 q.li/ha. VINIFICAZIONE: PIGIATURA soffice, pressatura dei grappoli interi, illimpidimento statico a freddo, fermentazione parzialmente condotta anche con starter di LIEVITI autoctoni, MALOLATTICA completamente svolta. NOTE PARTICOLARI: Gli Angioini capirono la grande potenzialità di questo VITIGNO e lo diffusero nelle Puglie. Oggi, allevato nelle più vocate zone dell’antico Regno delle due Sicilie, è ritenuto il VITIGNO bianco sovrano di queste regioni. I terreni vulcanici del comprensorio della DOCG, ricchissimi di micro-elementi, ne caratterizzano il vino per eleganza e intensità

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