Ucelut

Ucelut

Poco si sull’origine di questo vitigno; appartiene alle cosiddette “uve uccelline” ossia ai vitigni che fruttificavano ai bordi dei boschi e le cui uve venivano appetite dagli uccelli. Già nel 1863 era presente nell’esposizione regionale delle uve presso i locali dell’Associazione Agraria Friulana di Udine. L’anno successivo veniva coltivato nei Vivai dello Stabilimento Agroorticolo. I campioni di uva provenivano dalle località di Ramuscello e San Giovanni che avrebbero dovuto corrispondere alle zone di coltivazione. Nel settembre del 1921 veniva indetta dal Consorzio Antifillosserico Friulano un’esposizione delle uve coltivate in Friuli ed un convegno di viticoltori che doveva dare indicazioni precise sullo sviluppo della viticoltura friulana; veniva così indicata la zona di coltivazione dell’”Uccellut” nel Comune di Castelnuovo. Evidentemente il vitigno aveva preso la via della collina ove dava qualità superiore, tant’è che nella presunta zona di origine è praticamente scomparso, mentre attualmente è coltivato solo nei Comuni di Castelnuovo e Pinzano. Da ricordare che nel “Vocabolario di lingua friulana” di Pirona è menzionato questo vitigno, per cui è da attribuire un’origine di coltivazione tipicamente friulana. Il vino che si ottiene ha sentori di fruttato intenso, tipico dell’uva di provenienza, profumo esaltato dalla notevole ricchezza in zuccheri. Ricorda il fiore dell’acacia, il favo d’api quando è ricolmo di miele, s’apre spesso in bouquet di fiori di campo. Al gusto è pieno, gran corpo con forte struttura e personalità, in grande equilibrio pur nella ricchezza di zuccheri. Sapore lungo, grasso, morbido e vellutato, con notevole ritorno in bocca delle sensazioni provate all’esame olfattivo.

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