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Malvasia bianca di Candia Lazio

Malvasia bianca di Candia Lazio

Vitigno a bacca bianca appartenente al folto gruppo delle Malvasie. E' coltivato prevalentemente nel Lazio, specialmente nell'area dei Castelli Romani, ma è diffuso anche in altre regioni quali Abruzzo, Umbria, Campania, Lombardia, Toscana e Emilia Romagna. Quest'uva viene spesso confusa con la Malvasia di Candia aromatica, dalla quale differisce per l'appunto per l'assenza di aromaticità, e con la Malvasia Rossa, per il colore del germoglio giovane, ma in realtà quest'ultima è una varietà più pregiata e meno produttiva. Viene menzionata in forma scritta già a partire dalla fine del 1800. E' un vitigno molto produttivo e, insieme al Trebbiano Toscano, ha soppiantato molte specie autoctone di grande qualità, soprattutto nella zona del Frascati. Proprio per queste sue caratteristiche, non sempre rispondenti a puri criteri qualitativi, sono state avviate delle ricerche con lo scopo di selezionare i cloni migliori dell'area. E' stata svolta un'indagine su molti vigneti con età superiore a 50 anni facendone un'analisi fenotipica e genotipica. Sono risultate varie tipologie morfologiche della Malvasia Bianca di Candia e addirittura oltre 50 biotipi. Alcuni con grappoli di minore dimensione, altre con i classici grappoloni che garantiscono produttività superiore ma scarsa qualità. In questa maniera sono stati così selezionati i biotipi migliori, con caratteristiche qualitative senz'altro superiori. Alcuni sinonimi: Malvasia Candida, Malvasia Rossa dei Castelli Romani, Malvasia. Caratteristiche ampelografiche: foglia grande, pentagonale,pentalobata o trilobata e di colore verde scuro. Grappolo grande, conico, alato, spesso 2 ali, semispargolo. Acino medio, sferoidale, regolare. Buccia sottile ma consistente, poco pruinosa, di colore giallo dorato con punteggiatura marrone se con buona esposizione. Polpa e sapore semplice. Generalmente germogliamento, fioritura e maturazione sono medio-tardive. Presenta vigoria abbastanza elevata con tralcio importante, produzione piuttosto elevata e costante. In determinate condizioni può presentare particolare sensibilità a oidio e mal dell'esca. Gradisce terreni collinari, ben esposti, anche siccitosi. Molto resistente anche a gelate primaverili e al forte vento. Buona resistenza anche ai parassiti. Vitigno tra i più adattabili anche a vendemmia e lavorazione meccanizzata. Grazie a tutto ciò gli è stato possibile soppiantare molti vitigni tipici, garantendo produzioni di non elevata qualità ma di imponente quantità. Viene generalmente vinificato in uvaggio, quasi mai in purezza. Facile all'ossidazione. Se ne ottiene un vino di colore giallo paglierino piuttosto carico, dal caratteristico sapore amarognolo, di buona sapidità e dalle profumazioni lievi. Solo in zone particolarmente vocate e con una coltivazione adatta può dare un vino di buona finezza e armonicità. Si può abbinare ai piatti tipici della cucina romana come carciofi alla romana, spaghetti alla carbonara, minestra d'arzilla e broccoli, pasta all'amatriciana oltre naturalmente a piatti a base di pesce non molto strutturati come risotto ai gamberetti o pesce di lago. In Campania coi vermicelli al pomodoro.

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