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Ancellotta

Ancellotta

Un tempo si legava il nome alla forma lanceolata del lobo mediano della foglia, caratteristica tuttavia comune a molti vitigni. Lo studioso Dalmasso (1937) lo considera invece un omaggio alla famiglia modenese Lancellotti o Lancillotto, che nel 1400 ne diffuse la coltivazione. La sua coltivazione è stata incrementata nel corso dei secoli XV-XVI in Emilia Romagna. Dopo la prima guerra mondiale è stato introdotto anche nel basso Trentino. Questo vitigno è coltivato nella pianura emiliana, soprattutto in provincia di Reggio Emilia, ma lo si trova anche in altre aree della pianura padana, dall’Adda all’Adige. Nell’ampia Valle Padana i terreni pianeggianti consentono di coltivare vigneti molto estesi con metodi intensivi e meccanizzati. Nel 187 a.C., quando venne aperta dal console Marco Emilio Lepido la via Aemilia (che congiungeva Piacenza a Rimini), la strada attraversava campi ricoperti di viti rigogliose. In questa regione la resa per ettaro è sempre stata molto elevata.

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Lambrusco Vecchio Moro Rinaldini

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